L’intervista del Corriere dello Sport all’attore palermitano: “La squadra è nostra, vogliamo tenercela stretta. Ma con Maurizio Zamparini questa percezione è venuta meno”
“Vedo che è andata perduta la passione. Bisogna andare allo stadio. Perché se il Palermo non sale in Serie A è finito. Fallisce”. Parla Tony Sperandeo. Intervistato da Corriere dello Sport, l’attore palermitano, tifosissimo rosanero, dice la sua sul momento che sta vivendo il Palermo calcio.
“Vedo questa disaffezione dei tifosi nei confronti del Palermo. Il mio è un appello. I tifosi mi conoscono, sono uno di loro – dice Sperandeo –. A Palermo la squadra è nostra, vogliamo tenercela stretta. Ma con Maurizio Zamparini questa percezione è venuta meno. È stato un presidente padrone, è come se volesse sentire il Palermo suo e solo suo”.
“È una squadra che non diverte – dice l’attore commentando il cammino della squadra di Stellone -. Porta a casa risultati e in una situazione di incertezza è molto. Abbiamo commesso lo stesso errore dello scorso anno: ceduto Struna, che in difesa serviva, zero arrivi. Ma nessuno si arrende. Se arrivasse la A, io mi terrei anche Stellone”.
Sul presidente rosanero Rino Foschi: “Una degnissima persona che si sta facendo carico dei problemi per amore del Palermo e della città. Messo alla porta due volte, due volte è tornato. Non ci fosse lui – conclude Sperandeo – sarebbe già andato tutto a scatafascio. Ma non è più tempo di soluzioni d’emergenza”.


