La nuova proprietà ha rotto gli indugi: sarà l’ex capitano rosanero a sostituire Baldini. Per lui contratto biennale. Martedì la presentazione, sabato l’esordio col Perugia
L’era Corini è iniziata. I dirigenti rosanero hanno scelto di affidare al “Genio” la panchina del Palermo, lasciata vuota da Baldini, dimessosi assieme al ds Castagnini 10 giorni fa. La comunicazione ufficiale è giunta poco dopo le 10 di stamattina. Corini – atteso in città in giornata – ha superato una folta concorrenza, da D’Angelo a De Rossi, passando per Ranieri, Andreazzoli, D’Aversa, Vanoli e numerosi altri profili che il City Fooball Group ha preso in considerazione in questi giorni.
Per lui contratto fino al 2024, e primo allenamento domani, in modo da iniziare con la settimana tipo di lavoro in vista dell’esordio in campionato che metterà il Palermo di fronte al Perugia. La parentesi Di Benedetto si è chiusa con la sconfitta di Torino di ieri sera e la conseguente eliminazione dalla Coppa Italia. Di Benedetto ha fatto il suo, bene, lavorando dal punto di vista tattico sul solco di Baldini, ma ora il Palermo di Corini è destinato a cambiare, anche perché è facile immaginare che da qui a fine mese, quando chiuderà il mercato, il club presieduto da Mirri interverrà per assecondare le richieste del nuovo allenatore rosanero.
Corini ha avuto sempre l’appoggio dello stesso Mirri e del d.g. Gardini, oltre che dell’ex compagno di squadra Santana e del d.s. Rinaudo. Anche Zavagno, che si è confrontato con lui più volte, è stato colpito favorevolmente. E alla fine tutti questi feedback positivi hanno finito per convincere anche Marwood e gli altri dirigenti del gruppo che hanno seguito gli sviluppi della vicenda da Manchester.
Per Corini si tratta di un ritorno a Palermo. Aveva guidato i rosanero nella stagione 2016/17 per 7 giornate, da novembre a gennaio, prima di dimettersi in aperta polemica con Zamparini. Da giocatore, invece, è stato il capitano del Palermo che è tornato in A dopo 32 anni di assenze e di quello che ha conquistato la prima storica qualificazione in Europa: una sorta di mito per i tifosi palermitani, ora chiamato a riportare la squadra in A. Il progetto è biennale, come il suo contratto.


