Javier Pastore, ex calciatore del Palermo, intervistato da Diretta.it, è tornato sul suo rapporto con la piazza rosanero: “Arrivai al Palermo con tante aspettative, non dimenticherò mai l’accoglienza della gente all’aeroporto. Ricordo di aver vissuto tanto la città e la vicinanza della gente, con la quale mi potevo rapportare facilmente, essendo argentino. Palermo è una città stupenda, e li ho conosciuto anche mia moglie. Sono ormai 14 anni che siamo insieme e dico sempre che ho un pezzo di Palermo nel cuore.”
Sui calciatori più forti con i quali ha giocato: “Con Ibrahimovic mi trovavo a occhi chiusi. In generale, a parte Messi, con il quale ho giocato in nazionale, ti direi che è stato lui il più forte. Poi come centravanti puro per me Cavani era unico. Fin da Palermo ho sviluppato un’intesa enorme con lui, sia dentro sia fuori dal campo, dove lui preparava il mate e anche l’asado a noi più giovani (ride). In campo sapevo dove fosse scattato anche prima di guardarlo. Dopo Messi credo che Neymar sia stato il più geniale, vedeva cose che gli altri non vedevano, aveva una creatività unica. E poi ce n’è un altro…. Ilicic. Con lui a Palermo ci siamo divertiti tanto. Ma proprio tanto!”.


