Intervistato da Cronache di spogliatoio, Lorenzo Lucca ha raccontato la sua carriere, dando ampio spazio alla sua esperienza sotto Monte Pellegrino: “A Palermo mi chiamavano “LuccaToni” – ha detto l’attaccante dell’Udinese – era partita questa wave su Instagram. Ma non abbiamo niente in comune al momento, io e Toni: ha vinto tanto, ha fatto tantissimo gol. In questo momento non mi posso paragonare a lui”.
E a proposito del suo arrivo in Sicilia e del suo boom con la maglia rosanero ha aggiunto: “A Palermo sono arrivato l’ultimo giorno di mercato, ero fuori rosa al Torino. Sono partito, sono andato a Milano per firmare e sono arrivato a Palermo di notte, ho detto: “Ma dove sono finito?”. E invece quando arrivi al Sud è vero che piangi due volte: quando arrivi e quando parti. Poi, quando sono andato via, ho sentito tanto la mancanza. Anche se c’era il Covid, l’affetto dei tifosi mi è rimasto impresso. Ovunque andassi in città, ero sostenuto. Il clima è top, la città è fantastica, si mangia benissimo e le persone sono ospitali. Un mio amico aveva un ristorante a Mondello, dove vivevo, e andavo sempre con la mia famiglia a mangiare lì. In città mi fermavano sempre, Palermo è come se fosse il Sudamerica dell’Italia”


