Centrocampo affollato: ben quattro titolari per due maglie

Inzaghi deve sciogliere il nodo a centrocampo: il modulo a due mediani riduce le rotazioni, ma la qualità non manca

Il nuovo Palermo di Pippo Inzaghi si prepara ad affrontare le prime scelte tattiche delicate, a partire dal centrocampo, dove la concorrenza è altissima. Nella rosa figurano quattro giocatori potenzialmente titolari, Gomes, Blin, Segre e Ranocchia, ma l’assetto scelto dal tecnico lascia spazio soltanto a due di loro. La soluzione preferita da Inzaghi, infatti, prevede un modulo con doppio mediano e trequarti valorizzata, restringendo le opzioni in mediana.

Tra i candidati, Gomes e Segre partono con un leggero vantaggio. Il primo garantisce continuità, mentre il secondo si distingue per dedizione e spirito di sacrificio. Blin offre solidità e capacità di interdizione, caratteristiche che lo rendono un elemento affidabile in fase difensiva. Ranocchia, invece, resta un caso a parte: ha mostrato alcune difficoltà nel ruolo di mezzala, a cui era stato adattato, ma ha chiuso comunque la scorsa stagione con otto assist, il dato più alto tra i giocatori rosanero.

Una possibile alternativa per Ranocchia è il ritorno sulla trequarti, il suo ruolo naturale. Inzaghi, che ha spesso valorizzato profili offensivi in quella posizione, potrebbe decidere di impiegarlo nuovamente alle spalle delle punte. Questa opzione comporterebbe la necessità di intervenire sul mercato, per inserire un altro centrocampista in grado di affiancare i titolari nel modulo a due.

Le risposte arriveranno durante il ritiro di Chatillon, dove il gruppo sarà valutato attentamente sia sotto il profilo tecnico che su quello dell’intesa. In quel contesto, Inzaghi definirà le gerarchie e le compatibilità tra i centrocampisti, decidendo chi potrà garantire equilibrio e chi dovrà adattarsi a un ruolo secondario.

Nonostante i dubbi sul sistema da adottare, una certezza emerge con chiarezza: il Palermo dispone di un reparto di centrocampo ricco di opzioni di qualità. Una condizione che, se da un lato garantisce soluzioni, dall’altro impone scelte difficili, perché lasciare fuori uno degli attuali interpreti sarà inevitabile.

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