Trentanni fa i rosanero vincevano il loro primo trofeo sfatando il tabù delle cinque finali di Coppa Italia perse contro Bologna, Juventus, Lucchese e due volte Monza
Era il 13 giugno del 1993 e al Barbera risuonava We are the champions dei Queen. Forse un po’ troppo per una Coppa Italia di Serie C, ma certamente troppo poco per la passione e la gioia che unì quella sera i tifosi rosanero che finalmente potevano festeggiare un trofeo dopo cinque finali perse fra coppa dei grandi e coppa di C.
Il 13 giugno si giocava alla Favorita la finale di ritorno contro il Como: all’andata i rosanero si erano imposti in Lombardia per 2-0 per effetto dei gol di Sasà Buoncammino e Luca Cecconi. Al ritorno al gol di Lorenzo Battaglia per i rosanero rispose Francesco Pedone per l’1-1 finale che assegnò la coppa ai rosanero. Un risultato che permise al capitano Massimiliano Favo di alzare la Coppa Italia di serie C.
Era finalmente un tabù sfatato visto che si trattava della sesta finale di Coppa Italia fra edizione maggiore e di C: il Palermo aveva perso con Bologna e Juventus nel 1974 e 1979, poi aveva peso contro il Monza nel 1988, contro la Lucchese nel 1990 e ancora con il Monza nel 1991.
Quella coppa, che si credeva trafugata, in realtà è sempre stata negli uffici del Palermo, al punto che con il fallimento è stata messa all’asta. Ad aggiudicarsela insieme a un lotto di altri trofei e memorabilia varie è stato l’ex presidente del Coni Sicilia Massimo Costa che l’ha messa a disposizione del Palermo. Oggi la Coppa è dentro il Palermo Museum in attesa che si concretizzi il progetto di Costa di realizzare un museo dello sport.


