Palermo: il passaggio al 3-5-2 dà i suoi frutti

Contro il Pescara si sono intravisti i primi effetti del nuovo assetto voluto da Inzaghi: ora serve continuità già dalla sfida con la Juve Stabia

La netta vittoria contro il Pescara ha offerto al Palermo una preziosa occasione per testare il nuovo assetto con il 3-5-2, voluto da mister Inzaghi per restituire equilibrio dopo le recenti sconfitte. Le difficoltà degli abruzzesi hanno facilitato l’esperimento, ma il segnale arrivato dal campo sembra incoraggiante in vista dei prossimi impegni.

Le battute d’arresto contro Monza e Catanzaro avevano imposto una riflessione tattica a mister Inzaghi, che ha deciso di puntare su un sistema di gioco più bilanciato. Il ritorno di Bani al centro della retroguardia si è rivelato determinante: la sua presenza ha rafforzato la fase difensiva, soprattutto nel gioco aereo e sui calci piazzati, restituendo solidità e fiducia al reparto arretrato.

A trarne vantaggio è stato anche Pierozzi, riposizionato esterno a tutta fascia, ruolo che gli ha permesso di spingere con maggiore efficacia, offrendo qualità e soluzioni offensive superiori rispetto ai colleghi di reparto Diakité e Bereszynski. Questo adattamento ha aumentato la capacità di occupare gli spazi nella metà campo avversaria, garantendo ampiezza e dinamismo.

Un’altra novità tattica riguarda la posizione di Palumbo, arretrato da trequartista a mezzala, per affiancare Ranocchia in mediana. Il cambio ha dato i suoi frutti: i due centrocampisti hanno fornito geometrie e visione di gioco, mantenendo compattezza e fluidità tra i reparti. La maggiore copertura garantita da Palumbo ha inoltre permesso alla difesa di affrontare meno situazioni rischiose, liberando Ranocchia da compiti prettamente difensivi.

In avanti, Inzaghi ha optato per la formula del doppio centravanti, alternando Le Douaron e Brunori al fianco di Pohjanpalo. Il primo, però, non ha convinto contro il Pescara, mentre il secondo potrebbe guadagnarsi una maglia da titolare già dalla prossima trasferta, dopo alcune apparizioni a partita in corso. L’eventuale esordio dal 1’ per il numero 9 in trasferta rappresenterebbe un nuovo banco di prova per l’attacco palermitano.

Obiettivo immediato sarà quello di sbloccare Pohjanpalo, ancora a secco, e porre fine a una serie di sfortunati legni colpiti (già quattro nelle prime giornate di campionato), che finora hanno frenato la produttività offensiva della squadra. La sfida contro la Juve Stabia fungerà da verifica importante per capire se il nuovo impianto tattico ha trovato la giusta rotta o se serviranno ulteriori ritocchi.

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