Il Palermo ha perso la strada maestra. Dopo un avvio di campionato entusiasmante, che lo aveva portato in vetta alla classifica, i rosanero stanno affrontando una fase di forte involuzione sia sul piano del gioco che dei risultati. L’ottimismo delle prime giornate ha lasciato spazio a preoccupazione e delusione, evidenti anche nelle espressioni di mister Inzaghi, apparso particolarmente provato dopo l’ultima sconfitta.
La flessione è netta: nelle prime quattro partite erano arrivati dieci punti, mentre nelle otto successive solo nove. Questo brusco rallentamento ha fatto precipitare la squadra fino al sesto posto, con la Juve Stabia pronta al sorpasso avendo una gara da recuperare. Il rendimento recente, con appena due vittorie, tre pareggi e tre sconfitte, equivale a quello di una squadra di metà classifica.
Il vero punto di svolta negativo si è verificato a partire da ottobre, con soli quattro punti conquistati in cinque giornate. In questo periodo, squadre come Modena e Monza hanno allungato, mentre Venezia, Cesena e Frosinone si sono stabilizzate nella zona alta. Inoltre, negli scontri diretti contro le principali rivali, il Palermo non è mai riuscito a imporsi: quattro pareggi e una sconfitta hanno confermato le difficoltà contro le squadre più attrezzate.
Particolarmente pesante il passo falso contro la Juve Stabia a Castellammare, che ha smontato l’illusione di una risalita dopo il 5-0 rifilato al Pescara. Invece, quella vittoria è rimasta un’episodio isolato, senza dare continuità di risultati.
Inzaghi è consapevole della situazione critica. Il Palermo deve ritrovare un’identità precisa, perché la discontinuità è diventata il tratto distintivo di una squadra che, secondo gli obiettivi stagionali, avrebbe dovuto lottare per il vertice. Serve una svolta, e in fretta, per non compromettere un campionato iniziato sotto i migliori auspici.


