La versione di Rinaudo: “Spero che un giorno possa esserci un palermitano che possa fare quello che ho fatto io”

Il direttore sportivo saluta il Palermo in cui ha fatto tutta la trafila da calciatore fino a diventarne dirigente

“Sono molto orgoglioso e sereno per l’esperienza fatta col Palermo”. Lo ha detto Leandro Rinaudo ex direttore sportivo del Palermoa proposito della sua esperienza con il club rosanero chiusa il 30 giugno per scadenza di contratto. La societĆ  ha scelto di non rinnovare la collaborazione con lui.

“La mia storia nel Palermo inizia da piccolino – ha aggiunto Rinaudo – a 9 anni e se mi guardo indietro mi sento orgoglioso: Pulcini, Esoridenti, Giovanissimi, Allievi, Primavera e prima squadra; sono l’unico palermitano ad avere fatto una doppietta in Coppa Uefa: tutto questo mi rende orgoglioso, felice e sereno. Spero che un giorno possa esserci un palermitano che possa fare quello che ho fatto io. Grazie a Dario Mirri per la possibilitĆ  che mi ha dato di tornare a Palermo. Lo devo ringraziare perchĆ© quando mi ha chiamato era la prima volta che mi accostavo a una societĆ  di Serie D. Venivo dalla B fatta a Cremona e prima a Venezia. Per me era qualcosa di importante, volevo dare qualcosa alla cittĆ . Palermo mi ha dato tanto: sono un grande tifoso e spero di godere dei risultati che arriveranno”.

“Grazie al City football group – ha aggiunto – per la possibilitĆ  che mi ha dato dopo i primi tre anni che avevo fatto nel Palermo nel settore giovanile. Abbiamo fatto un lavoro incredibile, non avevamo nemmeno una scrivania per gli appuntamenti, li facevo alla Damir da Dario Mirri. Mi sento orgoglioso per la ricostruzione fatta, poi abbiamo dato contuitĆ  con Erjon Bogdani che ha raggiunto risultati importanti: una vittoria nel campionato Primavera 3, un consolidamento in Primavera 2, siamo andati in fondo con l’under 15 nella fase nazionale, qualcuno ha esordito in prima squadra, come Corona in A con l’Empoli, e Mauthe, abbiamo costruito ragazzi importanti”.

Rinaudo parla adesso che gli ĆØ scaduto il contratto. “In questi anni – ha chiarito – non ho parlato per la politica societaria e non certo perchĆØ non voleva che ci mettessi la faccia. Mi sono allineato alle linee guida del club. Mi sono sempre preso le responsabilitĆ , sono nato in mezzo alla strada e vado fiero delle mie origini. Sono orgoglioso del percorso che ho fatto. Avevo capito verso febbraio o marzo che non mi avrebbero rinnovato il contratto. Ma sono andato avanti in maniera professionale come ho sempre lavorato. Soprattutto quando mi capita di farlo a casa mia per la squadre per cui faccio il tifo. Il mio unico obiettivo ĆØ sempre stato raggiungere il massimo per il Palermo. Dopo leĀ  prime esperienze che avevo fatto all’italiana, lavorare con questo gruppo mi ha dato la possibilitĆ  di crescere, ho imparato l’inglese e mi sento più completo”.

A chi gli chiede se ha un rammarico, Rinaudo ha risposto che ne ha uno solo. “Ho sempre detto a mia moglie – ha ammesso – che dopo il percorso fatto nel Palermo mancava un pezzettino, il mio sogno era riportare il Palermo in Serie A. Sarei stato felicissimo. L’anno scorso abbiamo fatto un lavoro incredibile, sapete le difficoltĆ  che c’erano. Siamo stati catapultati in una situazione in cui serviva dare una piega. Lavoravamo a Boccadifalco in una situazione non ottimale eppure l’obiettivo era la salvezza e siamo arrivati ottavi a pari punti col Venezia. Quest’anno si era alzata l’asticella, il Palermo deve fare sempre alzarla, siamo partiti molto bene, poi alti e bassi hanno condizionato l’esito della stagione. Palermo non ti dĆ  pressione, ma la felicitĆ  di lavorare qui. Mi sono sempre esaltato in queste situazione. L’ho ripetuto ai giocaotri durante l’anno che questa ĆØ la cosa bella da vivere nel calcio”.

Rinaudo, che ha ricevuto proposte da tre club di B ma non ĆØ riuscito a fare scoccare la scintilla per ripartire, adesso fa da spettatore alle vicende rosanero. Il club non ha solo scelto di non rinnovargli il contratto, ma sta cambiando tutti i tasselli dallo staff tecnico a quello sanitario. Un cambio di rotta netto col passato. “Fa parte del calcio – ha detto Rinaudo – se si va a vedere succede ovunque. Biosgna avere la fortuna di capitare nell’anno giusto dopo che si ĆØ fatto un lavoro importante. Non sono sorpreso, quando ci sono tanti investimenti e visibilitĆ  si cerca sempre di trovare soluzioni. Ci sono capitato di mezzo io, sono capitao anche in sitazioni in cui sono subentrato trovandomi del lavoro fatto da altri, credo che nel calcio sia la normalitĆ . ƈ il calcio, non sono il primo e non sarĆ  l’ultimo a pagare. Faccio sacrifici da anni che poi non sono sacrifici, ma a volte mi sembra di entrare a casa dentro un acquario vedo che mi parlano e non riesco asentire cosa dicono, perchĆØ ho la mente rivolta al lavoro dalla mattina a sera. Gardini e Bigon sono dirigenti esperti, lo hanno dimostrato anche in altre piazze. Se hanno preso questa decisione l’accetto con la massima serenitĆ . Vedo sempre il lato positivo. Questa ĆØ sempre stata la mia forza: se lavori forte primo o poi torna indietro qualcosa.Ā  Continuerò ad essere uno dei 35 mila tifosi che saranno allo stadio. Più di me, se analizzate tutti i palermitani, in pochi hanno il Palermo dentro. Ho avuto come presidenti Ferrara, Sensi, Zamparini, Mirri, il Cfg, pensate che qualcuno più di me possa amare o vivere il Palermo in un certo modo? Non esiste, il mio amore per il Palermo non finirĆ  mai. Poi ovviamente se andrò da un’altra parte farò il professionista come e più di sempre”.

Su alcuni dei momenti della stagione appena conclusa Rinaudo ha spiegato la sua versione dei fatti. Anche sull’avvicendamento fra Eugenio Corini e Michele Mignani. “Dirlo adesso sembra semplice – le sue parole –Ā  probabilmente il cambio non ha sortito effetto. Con massima serenitĆ  il mio ragionamento lo faccio alla fine di un percorso, non per le ultime partite di Eugenio o le prime di Mignani. Eugenio ha fatto un ottimo lavoro come Michele. Non si sono raggiunti i risultati, vero, ma l’obiettivo era per il primo anno la salvezza tranquilla e siamo arrivati ottavi, per il secondo anno era esser competitivi per la A e abbiamo fatto una semifinale playoff contro il Venezia che poi ha vinto. Cambi allenatore se pensi che possa sortire effetti, spesso però non ĆØ cosƬ. L’alchimia a volte si crea, a volte no, ma fa parte del calcio, fai esperienza e serve per il consolidamento di un club o un giocatore. Il prossimo anno per il Palermo questa esperienza fatta potrĆ  essere un passo importante in più verso i risultati”.

A chi gli ha chiesto quale sia la ricetta per fare una squadra per vincere, Rinaudo ha risposto che “nel calcio hanno vinto squadre giovani o esperte, costruite da chi ha speso tanto o poco, non esiste la formula giusta. In base all’esperienza del primo anno abbiamo deciso di mettere dentro giocatori che conoscessero la categoria e che avessero vinto il campionato di B. La parola pressione non riesco a comprenderla, non l’accetto. Non esiste una formula vincente ma quello che bisogna togliere dalla testa di tutti ĆØ la pressione. Entrare alla Favorita e vedere 30 mila persone carica. All’Entella un una societĆ  sanissima dopo 3 giorni ho chiesto al procuratore di andare via, non trovavo stimoli e non volevo mancare di rispetto a nessuno. Pensavo di non potere dare quello che avevo dato da altre parti. A Bari con il San Nicola pieno sono rinato. A differenza di club strutturati, noi con i sacrifici di Mirri, che sappiamo dove ha preso il Palermo, si ĆØ costruito qualcosa che potrĆ  dare benefici”.

Per Rinaudo, detto che avere un centro sportivo di proprietĆ  ĆØ fondamentale, il fatto che la squadra sia stata lontano dalla cittĆ  può avere tolto qualcosa. “Penso che nel centro sportivo – ha detto – che grazie a Dario Mirri all’inizio e al Cfg ĆØ stato reaizzato, i giocatori hanno a disposizione tutto, ma con l’arena, la Favorita, c’ĆØ un ambiente completamente diverso. I giocatori devono vivere la cittĆ , ti chiamano, ti dicono che devi vincere, magari ti rompono le scatole, ma serve tutto a fare capire ai giocatori dove si trovano. A Boccadifalco c’era odore di umiltĆ  rispetto a Torretta che però ha dato tantissimo sotto altri aspetti. A Torretta c’ĆØ differenza rispetto all’ambiente che trovi alla Favorita. A TorrettaĀ vivi in un’oasi, un resort di calcio: questa cosa qui, ma ĆØ la mia idea che ho espresso anche a squadra, mister e societĆ , ha influito. Capitemi bene, serve in una societĆ  di calcio, ma il cambio di ambiente secondo me un po’ influisce. Vivi una settimana tranquilla in una spa del calcio e poi devi andare allo stadio dove malumori, gente che si fa sentire ti destabilizza. Ci tengo e ci credo: tutte queste esperienze serviranno a raggiungere risultati importanti”.

Rinaudo ha detto la sua anche su Brunori e su alcune operazioni che avrebbe voluto concretizzare. “Mi sarebbe piacuto prendere Coda – ha detto – sarebbe venuto, ero abbastanza avanti con club e agente. E Verde dello Spezia a gennaio, tutto sembrava fatto. A Palermo uno come Verde si può esaltare, mi ricordava un po’ Miccoli. Per Verde lo Spezia si ĆØ messo un po’ di traverso, aveva fatto due eurogol e giustamente per la situazione di classifica pericolosa che avevano hanno deciso di trattenerlo. Un po’ la stessa cosa vissuta da noi con Soleri anche se non c’è mai stata la reale intenzione di darlo via. Soleri può diventare un grande giocatore. La trattativa con Coda poteva concretizzarsi, c’era disponibilitĆ , ma poi si ĆØ deciso di non andare avanti per l’equlibrio nella squadra. Matteo Brunori, dati alla mano, negli ultimi tre anni ha fatto 29, 17 e 17 gol, più quelli in Coppa Italia. E’ un giocatore molto importante, con qualitĆ  rare da trovare soprattutto in B. Abbiamo deciso anche per una questione di equilibrio. Personalmente penso che per raggiungere obiettivi servono giocatori importanti anche in panchina. Brunori ĆØ il giocatore simbolo del Palermo, ĆØ un giocatore importantissimo, averlo garantisce almeno 15 gol l’anno. E’ un giocatore importante che ha fatto gola ad altri club. Ha dimostrato il suo valore, la sua situazione ĆØ una cosa da risolvere: parliamo del capitano, del bomber del Palermo, manca poco e può raggiungere Miccoli che ha fatto la storia del Palermo. E’ un caso da affrontare e risolvere per l’armonia nella costruzione della squadra”.

E a proposito della squadra che stanno costruendo i proprietari del Cfg, Rinaudo ha speso parole positive per il suo successore Morgan De Sanctis e per l’allenatore Alessio Dionisi. “De Sanctis ĆØ un ragazzo con cui ho giocato – ha detto l’ex direttore sportivo del Palermo – c’è un buon rapporto. La scelta ĆØ stata fatta perchĆ© hanno ritenuto che possa dare qualcosa in più rispetto a quello che ho dato io. Spero da tifoso che il Palermo faccia qualcosa in più, che faccia la finale e la vinca sono al 100 per 100 pronto a festeggiare. Dionisi ĆØ un alleantore importante, propone un buon calcio, ĆØ giovane e moderno, la scelta che ĆØ stata fatta ĆØ importante. E’ un allentore che ha un’esperienza alle spalle importante in B, che ha vinto campionati e in A stava facendo bene. Poi la retrocessione o l’esonero succede a tutti, l’importante ĆØ fare esperienza e andare avanti”.

 

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