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Consiglio di Stato: “LA B (PER ORA) RESTA A 19”. Di Cintio: “Evidente errore giuridico”.

CONSIGLIO DI STATO: LA SERIE B (PER ORA) RESTA A 19

“Evidente errore giuridico”. Questa la tesi sostenuta dall’avvocato difensore della Pro Vercelli Cesare di Cintio, che su alcuni post su Twitter sostiene ben documentandola che la decisione 5a Sezione del Consiglio di Stato di accogliere il ricorso della Lega di B sul format a 19 squadre sia viziata.
In diversi post su Facebook e Twitter  Di Cintio fa chiarezza sul decreto del Consiglio di Sato e le sue palesi omissioni o ricostruzioni tralasciando le parti che porterebbero ad altre conclusioni e così chiarisce il suo punto di vista:

“Ho ricevuto oggi la notifica del decreto del Consiglio di Stato che ha sospeso il provvedimento del Tar del 24 ottobre.

Secondo il Cds l’allora Commissario Fabbricini poteva modificare il format della B portando l’organico a 19 squadre.

Come sempre rispetto la decisione, che comunque andrà discussa il 15/11 in camera di consiglio. Ma non posso non muovere una critica per l’evidente errore giuridico che a mio parere emerge. Il Cds fa una valutazione parziale dei poteri dell’allora Commissario. Secondo il Cds il Commissario poteva predisporre “nuove norme statutarie e regolamentari” ma viene omesso che poteva farlo solo “al fine di consentire la corretta ricostituzione degli Organi federali e la celebrazione dell’Assemblea ordinaria elettiva”.

L’atto di nomina del Commissario da parte del Coni dice sì che lo stesso è istituzionalmente deputato a provvedere a “tutti gli atti necessari per il regolare funzionamento della Federazione, anche in relazione alle funzioni di controllo e vigilanza sulle strutture federali, ivi inclusa l’eventuale predisposizione di nuove norme statutarie e regolamentari” ma “AL FINE DI CONSENTIRE LA CORRETTA RICOSTITUZIONE DEGLI ORGANI FEDERALI – IN TUTTE LE SUE COMPONENTI – E LA CELEBRAZIONE DELL’ASSEMBLEA ORDINARIA ELETTIVA”.

Quest’ultimo concetto, omesso nel decreto del Consiglio di Stato mentre nel provvedimento del Tar era ben espresso, è fondamentale perché fa capire come il Commissario poteva sì predisporre nuove norme statutarie e regolamentari ma dovevano avere come finalità “la corretta ricostituzione degli Organi federali – in tutte le sue componenti – e la celebrazione dell’Assemblea ordinaria elettiva”.

Ed il cambio di format della Serie B non è di certo finalizzato alla “corretta ricostituzione degli Organi federali” ed alla “celebrazione dell’Assemblea ordinaria elettiva”.

Quindi conclusione evidentemente non rispettata, il Commissario non aveva il potere di emettere i provvedimenti del 13 agosto. La decisione odierna del Cds l’avevamo messa tra le ipotesi possibili. Aggiungo che siamo pronti a continuare a dare battaglia il prossimo 15 novembre perché gli argomenti legali sui quali discutere, come si vede, non mancano di certo”.

Questo il parere integrale espresso sempre dall’avvocato Di Cintio su Facebook:

“Ho ricevuto questa mattina la notifica del decreto del Consiglio di Stato che ha sospeso il provvedimento del Tar del 24 ottobre scorso. Secondo il Cds l’allora Commissario Fabbricini poteva modificare il format della B portando l’organico a 19 squadre.

Come sempre rispetto questa decisione, che – lo ricordo – è provvisoria e andrà discussa il 15 novembre in camera di consiglio. Ma non posso non muovere una critica per l’evidente errore giuridico che a mio parere emerge.

Il Cds fa infatti una valutazione parziale dei poteri dell’allora Commissario, affermando che lo stesso non abbia superato i “limiti della delega conferitagli, proprio in ragione dell’ampiezza del relativo oggetto, concernente “tutti gli atti necessari per il regolare funzionamento della Federazione, anche in relazione alle funzioni di controllo e vigilanza sulle strutture federali, ivi inclusa l’eventuale predisposizione di nuove norme statutarie e regolamentari”.

Non è così.

L’atto di nomina del Commissario da parte del Coni dice sì che lo stesso è istituzionalmente deputato a provvedere a “tutti gli atti necessari per il regolare funzionamento della Federazione, anche in relazione alle funzioni di controllo e vigilanza sulle strutture federali, ivi inclusa l’eventuale predisposizione di nuove norme statutarie e regolamentari” ma “AL FINE DI CONSENTIRE LA CORRETTA RICOSTITUZIONE DEGLI ORGANI FEDERALI – IN TUTTE LE SUE COMPONENTI – E LA CELEBRAZIONE DELL’ASSEMBLEA ORDINARIA ELETTIVA”. Quest’ultimo concetto, omesso nel decreto del Consiglio di Stato mentre nel provvedimento del Tar era ben espresso, è fondamentale perché fa capire come il Commissario poteva sì predisporre nuove norme statutarie e regolamentari ma dovevano avere come finalità “la corretta ricostituzione degli Organi federali – in tutte le sue componenti – e la celebrazione dell’Assemblea ordinaria elettiva”. E il cambio di format della Serie B non è di certo finalizzato alla “corretta ricostituzione degli Organi federali” e alla “celebrazione dell’Assemblea ordinaria elettiva”.

La decisione odierna l’avevamo messa tra le ipotesi possibili. Ma siamo pronti a continuare a dare battaglia il prossimo 15 novembre perché gli argomenti legali sui quali discutere, come si vede, non mancano di certo.”

E per concludere a seguito degli ultimi sviluppi del “caso Serie B” e conosciuta la decisione del Consiglio di Stato, l’avvocato Cesare Di Cintio, legale della Pro Vercelli, è intervenuto  durante la trasmissione radiofonica “MaSport – L’Originale”, andata in onda ieri sulle frequenze di Radio Antenna Uno così ha risposto alle domande che gli sono state poste sulla vicenda serie B.

“Come ho reagito alla notizia odierna? – “Freddamente, era tutto calcolato ma siamo pronti al dialogo. Il provvedimento di oggi evidenzia alcune criticità e alcune lacune, per esempio quando si parla dei poteri del commissario. Dobbiamo stare tranquilli, questa partita ci ha insegnato che i ribaltoni ci sono e finora nessuno è stato decisivo”.

I risarcimenti – “Il Tar del Lazio ha espresso il concetto per bene. Queste dinamiche stanno creando notevoli danni ai non ripescati: più si gioca, più il tassametro aumenta”.

Il Consiglio Federale potrebbe scavalcare la sentenza di oggi?  – “Gravina è uno dei fautori della tutela del format e del rispetto delle regole. In una situazione così delicata, la prudenza vuole che si aspetti la sentenza del Consiglio di Stato. Gravina è il presidente che tutela maggiormente gli interessi di tutte le affiliate e lo ha dimostrato”.

La situazione del Catania ? “Se il Catania dovesse veder prevalere le proprie tesi noi saremmo contenti perché il sistema ha fatto un buon lavoro. La situazione del Catania è su un punto diverso, anche se con i colleghi di Catania abbiamo fatto squadra. La vittoria nostra sarà vittoria loro e la nostra sarebbe la loro”.

Sullo stop del campionato di Serie C per le “ripescabili” – “Noi come Pro Vercelli faremo una richiesta di anticipo dell’udienza. Non si capisce perché Perotti non abbia rinviato alla Camera di Consiglio del 6 novembre anziché quella del 15. Chiederemo questo anticipo al 6 novembre. Queste sono decisioni molto complicate: la Viterbese ancora non è sceso in campo”.

Non ci sta neanche la Ternana che trova un’altra anomalia nel decreto della 5a sezione del Consiglio di Stato.

Ternana. L’avvocato Spasiano: «Ulteriore confusione. E il decreto-legge?»
A seguire la vicenda per gli umbri un pool di avvocati rossoverdi che adesso sono alle prese con lo ‘studio’ del decreto di cui dicono ad un primo esame : «Non è chiaro – le parole di Mario Rosario Spasiano, l’esperto di diritto amministrativo del trio completato da Fabio Giotti e Massimo Proietti e crea ulteriore confusione. Sospende l’ordinanza del Tar Lazio sulla base di motivazioni opinabilissime e non conformi alla normativa vigenti; inoltra riporta in sede federale le decisioni da assumere sul campionato. La cosa singolare è che in tutto questo è entrato in vigore il decreto-legge 115. Nel decreto del Consiglio di Stato non ce n’è traccia; viene poi riportata la sentenza della Corte costituzionale numero 49 del 2011, quella che stabiliva che per i provvedimenti di natura disciplinare il tribunale amministrativo ha soltanto una funzione di tipo risarcitorio e non può entrare nel merito delle sanzioni, né revocarle. Ora c’è il decreto governativo che dice l’esatto contrario e supera totalmente quella sentenza. Ripeto, il decreto è motivato in maniera inappropriata rispetto alla normativa vigente.  Tra l’altro martedì il Consiglio federale ha all’ordine del giorno l’ottemperanza all’ordinanza del Tar Lazio, e ora che dovrebbe fare Gravina?». Bella domanda !

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