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Palermo-Livorno, l’auspicio di Diamanti: “Il Barbera pieno è una cosa bellissima”

L’intervista all’ex trequartista rosanero, in Sicilia nella stagione 2016/17, l’ultima in Serie A: “Sul perché ci sia questo distacco, non mi va di parlarne”.

Alessandro Diamanti si prepara per il ritorno a Palermo. Il trequartista del Livorno, prossimo avversario dei rosanero, sarà tra i protagonisti del match che andrà in scena sabato 15 dicembre alle 15. Sarà testa-coda: il Palermo, primo della classe con 29 punti, contro i toscani, ultimi a quota 9 punti. Il fantasista affida le sue sensazioni prima della sfida del “Barbera” al Giornale di Sicilia, in un’intervista che tocca diversi punti: dalla sua esperienza in rosanero al rapporto con Maurizio Zamparini, fino alle vicende societarie: “Sono stato molto apprezzato dalla tifoseria e tornare a Palermo mi fa davvero piacere – dice Diamanti -, ritrovo tante persone e tanti amici a cui sono ancora legato”. Su Zamparini l’ex rosanero glissa:  “Non mi interessa parlarne. Sono altre le cose che mi legano alla città. Zamparini mi ha dato il piacere di conoscere questa città e avere tanti amici a Palermo. Bisogna avere la capacità di trarre il lato positivo”.

Il suo Livorno, reduce dalla bella vittoria casalinga contro il Foggia, cerca continuità per abbandonare l’ultimo posto in classifica: “Siamo una squadra orgogliosa, viva, che non mollerà fino all’ultima giornata per raggiungere l’obiettivo della salvezza. Mi auguro di vedere lo stadio pieno, perché sono stato fortunato a vederlo ed è una cosa bellissima. Questo lo dice tutto il mondo calcistico italiano, non solo io. Sul perché ci sia questo distacco, non mi va di parlarne. Diciamo che lo so, ma non lo so (ride, ndr). Se dovessi segnare? Esulterei, con rispetto per tutti. Sono un giocatore che vive di istinti, ma spero che il Palermo vinca il campionato e il Livorno si salvi”.

Sulla misteriosa cessione del Palermo ad un fondo inglese Alino Diamanti, che nel corso della sua permanenza in rosanero ha vissuto la brevissima era Baccaglini, preferisce non esprimersi: “Sinceramente ai tempi pensavo ai problemi di campo e in quella squadra ce n’erano parecchi. A quelle situazioni lì – conclude – non ho mai dato particolare attenzione”.

 

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