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Rino Foschi: “Ecco gli obiettivi della nuova proprietà. Sono affezionato ai tifosi del Palermo, però…”

Le parole del direttore dell’area tecnica rosanero: “Questa nuova società vuole la Serie A ad un livello altissimo, lo stadio e il centro sportivo. Sono persone serie”

Intervistato nel corso della trasmissione radiofonica Zona Vostra, in onda su Trm, il direttore dell’area tecnica del Palermo Rino Foschi ha parlato del passaggio di proprietà del club rosanero, ufficialmente ceduto alla inglese Sport Capital Group Investments Limited“Zamparini ha ceduto, ha passato la mano – ha detto Foschi -, io resto a fare il mio lavoro. Siamo sulla giusta strada. Queste cose verranno completate all’anno nuovo, perché ci sono altri due consiglieri che dovrebbero entrare nel consiglio d’amministrazione, ma loro saranno più chiari. Contro il Cittadella c’era Facile in tribuna, tutto va come deve andare”.

“Questa nuova società e questo nuovo presidente vogliono fare bene – aggiunge il diesse rosanero -, vogliono la Serie A ad un livello altissimo, lo stadio e il centro sportivo. Sono persone serie. Non sono solo parole, ci sono anche i fatti, ma è gente nuova anche per me”. Dopodomani si apre il calciomercato invernale. Foschi ha già dettato la linea e la ribadisce: “Non c’è bisogno di recuperare soldi dal mercato. Abbiamo una buona squadra e siamo contenti. Vogliamo mantenere questo gruppo e dargli più compattezza, poi vedremo se i giocatori in scadenza vogliono restare o andar via, chi è contento rimane. Non abbiamo bisogno di grandi giocatori, ma non si sa mai, se capita l’occasione noi siamo pronti. Rispoli e Aleesami? Sono giocatori seri e se vogliono andare via io non mi oppongo, se vogliono restare saranno motivati”.

Il Palermo comanda la classifica e con la pesante vittoria a Cittadella si è laureato campione d’inverno. Eppure il Renzo Barbera resta semivuoto: “Sono affezionato ai tifosi rosanero, ma non esiste che in B ci siano pochi spettatori, Palermo è la quinta città d’Italia – spiega Foschi -. Non c’è lo stesso senso di appartenenza delle altre città. Per 34 anni la gente non ha visto la massima serie e dunque si è appassionata ad altre squadre, ed è normale. A poco a poco dunque l’affluenza si è dimezzata perché non c’è senso di appartenenza, non è un difetto e lo capisco, ma in altre città c’è più senso di appartenenza”. In chiusura, un pensiero su Roberto Stellone, ancora imbattuto dal suo arrivo sulla panchina rosanero: “Stellone è blindato, deve solo andare in Serie A, sappiamo delle difficoltà che ci sono dietro l’angolo – conclude – ma sono convinto che questo gruppo abbia le capacità per raggiungere la massima serie”.

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