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Dal provino con l’Arsenal al calore di Palermo: Puscas si racconta

Le parole del centravanti rosanero, protagonista del Palermo Football Tour: “La Serie A? Si può raggiungere essendo un gruppo compatto, lavorando duro come stiamo facendo. Secondo me non ci manca niente”

George Puscas si racconta. Protagonista del Palermo Football Tour in via della Libertà, il centravanti rumeno parla della propria esperienza in Sicilia, a partire dalla città che lo scorso agosto lo ha accolto: “Palermo è una città bellissima, con tanto calore, senti subito che ti sta dando cose da vedere, il mare, il cibo, quindi per me è bellissimo. Il popolo palermitano mi ha accolto subito bene: appena arrivato, ho visto subito un calore, un affetto molto caldo. Mi ha impressionato. Per questo vorrei dare tanto per la squadra, per ripagare i tifosi e la città”.

Il numero 29 rosanero è nato a Marghita, municipio della Romania nel distretto di Bihor, la storica regione della Transilvania: “La città del mio cuore. Sono nato là, con i miei amici ho iniziato a giocare a pallone per strada. Non si vive come in Italia, ma sono cresciuto nelle migliori condizioni per svolgere il lavoro che faccio, nel senso che anche se giocavo per strada mi sentivo bene”.

L’amore per il calcio“Non è venuto dai miei genitori. Ho sempre amato il calcio, ma ho dovuto impararlo da solo, per strada, giocando con i tappi delle bottiglie. Da lì, questa passione mi ha spinto a giocare in una piccola squadra per poi fare il salto che non avrei mai pensato di poter fare. Ho capito di poter fare questo lavoro quando sono andato via da casa, a 11 anni. Mi sono trovato da solo in un’altra città, ho iniziato a fare tanti sacrifici, allora ho detto a me stesso di dare qualcosa di più”.

Gli inizi“Prima dell’esperienza all’Inter, ho fatto diversi provini. Quando ero nelle giovanili della nazionale rumena l’Arsenal mi seguiva, per poi chiamarmi e chiedermi di andare a Londra a fare un provino di una settimana. Andai a Londra, ero molto impressionato dalle strutture che hanno lì, però ero troppo piccolo e non potevano ingaggiarmi senza la mia famiglia presente. Quindi mi hanno detto: aspettiamo l’estate. Dopo questo provino però è arrivata l’Inter, che senza provino mi ha chiesto di andare a Milano a firmare. Non ci ho pensato un attimo”.

L’esperienza nerazzurra: “Quando sono arrivato all’Inter, Milito si era fatto male ed è sceso con la Primavera per cominciare a giocare le prime partite. Io ero appena arrivato, lui era in campo e io sono entrato al suo posto. Ma già allenandomi con lui era una sensazione unica. All’Inter mi sentivo bene, forte, però non avevo la continuità che bisogna avere per crescere. Il Palermo ha insistito tanto e ho visto il calore e l’affetto che mi stava dando. Questa è stata la prima cosa che mi ha fatto scegliere una nuova strada per me”.

Il primo gol in rosanero: “Lecce-Palermo è stata la prima partita in cui ho fatto gol con questa maglia. Non lo scorderò mai. E poi è stata una vittoria all’ultimo, e sono le più belle. Sarà sempre nel mio cuore”.

L’obiettivo Serie A: “Si può raggiungere essendo un gruppo compatto, lavorando duro come stiamo facendo. Secondo me non ci manca niente. Sulla carta possiamo raggiungere quest’obiettivo, dobbiamo continuare così, rimanere umili e pensando vittoria dopo vittoria. Sempre sul pezzo, perché la Serie B è un campionato difficile e fino all’ultimo imprevedibile”.

Dopo il calcio: “Non so ancora cosa potrei fare. La laurea è venuta perché do tanta importanza al mio papà, non ho mai pensato cosa fare dopo, ma lui mi ha detto che il futuro è importante e il calcio dura poco. Così mi sono impegnato in questi anni per laurearmi e fare un master”.

La famiglia: “Vivono come me. Ci sentiamo ogni giorno, gli faccio vedere tutto quello che faccio, come se fossero con me. Ed è giusto così, sono lontano da ormai 11 anni e abbiamo già l’attitudine di essere sempre presenti ed è importante perché mi dà fiducia. Quello che sto facendo oggi lo sto facendo per loro”.

E se sarà Serie A? “Non sarebbe solo per salvarci, ma per fare molto di più”.

CLICCA QUI per guardare il video.

 

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