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Totti: “Roma addio”. Il commento di Carlo Zampa: “Il suo ultimo atto d’amore” (video)

Giornata struggente per i tifosi giallorossi e per tutto il calcio italiano: l’ex capitano, campione del mondo 2006, saluta dopo 30 anni proprio nel giorno dell’anniversario dello scudetto del 2001. Vi proponiamo il commento dello speaker di SiamolaRoma, il portale del nostro circuito

Alle 12.41 del 17 giugno 2019 finisce con una mail l’era di Francesco Totti alla Roma. È lui stesso ad annunciarlo: “Ho scritto un po’ di parole e frasi per me impensabili ed inimmaginabili. Ho rassegnato le mie dimissioni dall’As Roma“. Nel video il commento di Carlo Zampa: “Un ultimo, ulteriore, atto d’amore. Si è chiusa un’epoca, ma lui e Daniele torneranno“.

Su SiamolaRoma.it lo speciale sull’addio di Totti con foto e video

Per me è un giorno brutto e pesante – ha detto Francesco Totti nella conferenza stampa di addio –  ma viste le condizioni è stato doveroso e giusto prendere la decisione così brusca. Non ho avuto mai la possibilità di lavorare operativamente sull’area tecnica. L’ho pensata per mesi, ma è la più coerente e giusta. Davanti a tutti deve esserci la Roma, che è la squadra da amare. Non devono esserci fazioni pro Totti, Pallotta o Baldini. L’amore nei confronti di questi colori solamente“.

La decisione non è stata mia, perché non ho mai avuto la possibilità di esprimermi, non mi hanno mai coinvolto in un progetto tecnico. Il primo anno ci può stare, nel secondo già avevo capito che cosa volessi fare, ma non ci siamo mai trovati né aiutati l’uno con l’altro. Conoscevano la mia voglia e quello che volevo dare alla società, ma loro non hanno mai voluto: mi tenevano fuori da tutto“. Il riferimento è ai dirigenti che in teoria dovevano collaborare con lui, da Pallotta in giù.

Tutti sappiamo che hanno voluto che io smettessi. Avevo un contratto di sei anni da dirigente, sono entrato in punta di piedi perché era un altro ruolo. Sono due cose completamente diverse anche nella stessa società. Di promesse ne sono state fatte tante, ma alla fine non mantenute. Col passare del tempo giudichi e valuti, anche io ho un carattere ed una personalità, non sto qui a fare quello che mi chiedono di fare. Lo facevo per la Roma, ma non volevo mettermi a disposizione di altre persone che non volevano facessi questa cosa“.

Andava scelto uno dei due (fra lui e Baldini; ndr), quindi mi sono fatto da parte io. Non servono troppi galli a cantare. Le persone che mettono bocca e fanno danni. Ognuno dovrebbe fare il suo. Quando canti da Trigoria, non senti mai il suono. L’ultima parola spettava sempre a Londra. Era inutile dire quello che volevi cambiare, era tempo perso“.

L’assenza di Pallotta pesa tantissimo. Il giocatore trova sempre un alibi, una scusa. Quando le cose vanno male dicono che manca il presidente, il direttore sportivo e così via. Questo va a dar problemi alla squadra ed alle partite. Per me crea un danno. Il presidente deve essere più sul posto: quando vedi un capo stai sull’attenti e lavori come dovresti lavorare. Quando non c’è il capo fanno tutti come gli pare. Quando ti alleni senza il mister, con il secondo allenatore fai lo stupido, col mister vai a 300 all’ora“.

Ho preso la decisione perché non ho potuto fare niente. Non potevo sopratutto sull’area tecnica. Non voglio fare il fenomeno, ma capisco di più rispetto a qualcuno a Trigoria. Ho le basi e l’occhio per guardare direttamente. Io penso di saperlo fare bene, anche sbagliando, ma la parola mia è diversa da quella della Roma. Ho sempre messo la faccia e sempre la metterò, soprattutto quando le cose vanno male come quest’anno“.

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