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Palermo, alla scoperta di Ferrante: “Sogno una partita da titolare al Barbera”

L’attaccante classe 2001 è stato il protagonista della trasmissione di Trm Siamo Aquile e ha parlato di sè, del suo ambientamento in città e del suo tifo per la Roma

Sto vivendo bene questa stagione, lavoro ogni giorno per ritagliarmi il posto in squadra. Giocavo in una squadra dilettantistica, e dunque il passaggio in rosanero per me è stato importantissimo. In una piazza come Palermo devi fare per forza bene, spero di avere più spazio. Sono contento che Felici stia facendo così bene, il mio desiderio è giocare una partita da titolare al “Barbera”. Il rapporto con Pergolizzi è ottimo, è una persona schietta che ti dice tutto in faccia. Mi ha detto che in allenamento devo essere più continuo, forse è per questa ragione che ancora devo avere la mia opportunità. Sono uno che prova ad andare a mille in allenamento anche perché anche i compagni più esperti mi consigliano questo“. Così Andrea Ferrante ai microfoni di TRM durante la trasmissione “Siamo Aquile”.

Santana è un persona eccezionale – prosegue Ferrante – sia come uomo che calciatore. Cerca di fare andare tutti al massimo, è il più forte di tutti. Quando qualcosa non va diventa matto. I calciatori esperti sono molto umili, si mettono allo stesso livello nostro. Testa bassa e pedalare, si fermano solo quando non ce la fanno più e anche se hanno qualche problema stringono i denti e vanno avanti. Da bambino uscivo il pomeriggio con il pallone e mi vedevo con i miei amici e stavamo due o tre ore a giocare. Ci giocavamo i gelati, le pizzette o le caramelle. Eravamo davvero molto piccoli”.

La Roma è la sua passione e non risparmia critiche ad Alessandro Florenzi. Totti per me è tutto, il calcio, un idolo, il calciatore più forte di tutti i tempi – dice Ferrante – Primo ricordo con Totti? Ho passato un pomeriggio a Trigoria e fatto foto e autografo. Che tipo di persona è? È unico, dopo l’allenamento è stato mezz’ora con i tifosi. Roma senza Totti? Dispiace, lui ama la Roma più di noi. Per non esser tornato ci sarà un motivo. De Rossi? Insieme a Totti sono stati la Roma. Andavo allo stadio per loro. Florenzi? È un bel giocatore ma non lo vedo come Totti e De Rossi. Pellegrini? Rispetto a Florenzi lo vedo più attaccato alla maglia, ha più voglia di dimostrare a tutti che può fare bene e ci è riuscito”.

 

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