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Palermo, Mauri: “Non abbiamo fatto niente, conta essere primi a maggio”

Il centrocampista argentino parla del momento che sta vivendo con i rosanero e delle prospettive della lotta contro il Savoia. Poi ha raccontato un retroscena del modo in cui calcia i rigori

Juan Mauri è stato il protagonista della trasmissione di TRM Siamo Aquile andata in onda ieri sera. Il centrocampista argentino ha parlato del momento che sta vivendo con il Palermo e del rigore che ha spezzato l’incantesimo dei due precedenti errori dei suoi compagni Giovanni Ricciardo e Ferdinando Sforzini.Il gol su rigore? Ho avuto questa possibilità – racconta Mauri – il mister mi aveva chiesto di calciare il rigore e io avevo detto di sì. Non ho pensato a quanto potesse pesare quella palla, poi calcio sempre lì facendo finta di calciare forte a incrociare. Io non guardo mai il portiere, ci sono invece giocatori come Floriano che lo guardano fino alla fine. Serie D? Campionato tosto, si corre, ci si mena, palla lunga e si va: non è facile giocare. Marina di Ragusa? La palla era troppo sgonfia e il campo non era come si vedeva. Non potevi giocare troppo veloce e dovevi fare solo due o tre tocchi. Alla fine ero un po’ stanco, era la mia terza partita in cinque mesi e ancora non ho così tanti minuti sulle gambe”.

Mauri, che ha parlato delle difficoltà di giocare in trasferta su campi piccoli e sintetici, ha risposto a chi vorrebbe che il Palermo vincesse tutte le partite con più di un gol di scarto. “A me piacerebbe vincere tutte le partire 3-0 giocando bene – dice Mauri – ma non sempre è possibile. Cosa è cambiato da inizio stagione? La pressione la sentiamo sempre, perché siamo il Palermo e sappiamo che dobbiamo giocare sempre, poi capita che vinci 10 volte e una perdi ed è lì che inizi a farti delle domande. Il girone di ritorno è sempre più complicato di quello di andata. Sconfitta contro il Savoia? Può capitare, ma meglio che capiti prima che alla fine. Noi siamo un bel gruppo che deve crescere, penso che tutti possiamo dare un po’ di più. Ognuno deve fare il suo e andare avanti. Non considero il titolo di campioni d’inverno, perché non abbiamo ancora vinto niente, conta solo chi arriverà primo a fine maggio”.

A proposito del derby di domenica, Mauri ha ricordato che all’andata il Palermo non ha fatto una grande partita, ma è riuscito ugualmente a vincere. “Penso sempre a noi stessi più che all’avversaria – sottolinea il giocatore – se siamo cattivi e svegli, non c’è un’altra squadra che possa vincere. Rispettiamo il Messina, ma non abbiamo paura di nessuno. Siamo il Palermo, se abbiamo paura andiamo a casa. Il ritiro di Petralia? Sono arrivato lì in macchina dopo 15 ore di volo, è un posto tranquillo, l’unico problema era la salita dopo l’allenamento”.

Mauri ha anche parlato del suo trascorso al Milan.Sono cresciuto tantissimo quell’anno – ricorda – anche se sono stato fermo, ma come giocatore e come uomo sono cresciuto tanto. Cosa fa la differenza tra una qualsiasi squadra di Serie A e una big? Quando arrivi a Milanello ci sono 100 giornalisti, 300 macchine e sono di persone che lavorano lì, la dimensione ti fa capire tutto”.

Rivedi la puntata:

#siamoaquile con Juan Alberto Mauri del 30-01-2020

#siamoaquile con Juan Alberto Mauri, il grande fratello, del 30-01-2020

Publiée par TrmWeb.it sur Jeudi 30 janvier 2020

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