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Palermo, Sagramola: “A Torre Annunziata in duemila se ci fosse stato spazio”

La stoccata dell’amministratore delegato rosanero sulle partite a porte chiuse. Le parole del dirigente sono state affidate alla Gazzetta dello Sport a commento dei provvedimenti anti Covid-19

Non è bello giocare in stadi vuoti, non è calcio senza la partecipazione di pubblico, però bisogna prendere atto del momento e prendere una decisione sull’effettiva pericolosità di contagio che c’è ed è reale”. Così l’amministratore delegato del Palermo Rinaldo Sagramola intervistato dalla Gazzetta dello Sport sul decreto legge varato dal Governo per gestire l’emergenza coronavirus.

Purtroppo giocare a porte chiuse è una non partita – dice Sagramola – ci sono cose più importanti da preservare come la salute e il calcio a porte chiuse diventa il male minore. Dispiace per il pubblico, per chi ha comprato il biglietto e, nel nostro caso, per chi ha comprato l’abbonamento. Vedremo come fare per rimborsare la giornata di gara non goduta. Però ci troviamo di fonte a una situazione in cui versa il Paese di una gravità enorme“.

A propositodel big match che attende il Palermo contro Savoia, Sagramola lancia una stoccata. “Giochiamo due partite fuori casa – dice – però, finora, ovunque siamo andati è come se avessimo giocato al “Barbera” per la nutrita presenza dei nostri tifosi, non avere i nostri supporter al seguito ci dispiace molto. Al di là delle facili speculazioni, probabilmente a Torre annunziata con il Savoia ci sarebbero stati anche due mila tifosi, se ce ne fosse stata la capienza. Avremmo giocato in una cornice di pubblico, tra i tifosi di casa e i nostri, incredibile. Se non ci fosse stata questa emergenza nazionale avrei preferito di gran lunga giocare con Corigliano e Savoia a porte aperte”.

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