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Palermo, Sagramola: “Stop alla D ok, non tutti pronti a rispettare le prescrizioni”

L’amministratore delegato rosanero ha parlato della decisione di sospendere il campionato adottata dalla Lnd. Il Giornale di Sicilia quantifica la perdita per la disputa delle partite a porte chiuse

“La sospensione è stata motivata. Non tutte le società potrebbero adeguarsi alle disposizioni ministeriali in tempo utile, ovvero le raccomandazioni legate alla sanificazione degli ambienti e alle precauzioni necessarie per limitare il rischio di un contagio. Mentre in Serie A o in generale nel calcio professionistico ci sono strutture mediche dedicate a tempo pieno, in Serie D potrebbero non esserci, ecco dunque che si vuole dare a tutti il tempo per attrezzarsi“. Così l’amministratore delegato del Palermo Rinaldo Sagramola al Giornale di Sicilia ha commentato la decisione di chiudere le porte agli spettatori e sospendere il campionato di Serie D per limitare i rischi legati all’eventualità del contagio da coronavirus.

Allo stadio ci siamo soltanto noi – dice Sagramola – gli altri impianti invece li condividiamo e il rischio sarebbe aumentato. Questa giornata è sospesa e verrà recuperata a data da destinarsi poi sarà la Lega a decidere quando. La squadra continua ad allenarsi, abbiamo ribadito ai giocatori che in questo periodo non verranno concessi permessi e che dovranno restare in città. Chiediamo loro questo sacrificio”.

Oltre alle parole di Sagramola, l’edizione odierna del Giornale di Sicilia a proposito della sfida del 29 marzo contro la Palmese a porte chiuse ha stimato anche il danno economico. Per il quotidiano la perdita potrebbe essere fra i 70 e gli 80 mila euro tra botteghino e quota abbonati.

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