L’attaccante partenopeo giocò in rosanero nel 1989-90 quando la squadra sfiorò la promozione in B e perse la finale di Coppa Italia di C
Un peperino capace di entusiasmare tutti. Era Gaetano Musella, nato il 22 gennaio 1960 e che giocò nel Palermo per una sola stagione, nella C1 del 1989-90 quando arrivarono due delusioni: la mancata promozione in B e la sconfitta ai rigori, in casa, nella finale di Coppa Italia di C.
Da giovanissimo con il Napoli aveva anche lottato per lo scudetto, ma poi gli azzurri decisero di non puntare più su di lui e cominciò a girare l’Italia, fino ad approvare al Palermo per il torneo 1989-90. Giocò 33 partite di campionato segnando 11 gol, più altre 2 partite in Coppa Italia, ma non riuscì a portare i rosanero in serie B, anche se ancora oggi si ricorda il poker di reti rifilato al Casarano nel marzo del 1990. Poi, terminata quell’esperienza si trasferì all’Empoli e, una volta conclusa la carriera da calciatore, cominciò ad allenare.
Fino al 30 settembre 2013 quando, a causa di un infarto fulminante, morì a Caprazoppa, nei pressi di Finale Ligure. Fu ritrovato sugli scogli senza i pantaloncini e con addosso la maglietta e le ciabatte e l’autopsia, eseguita il giorno dopo, confermò come a causare il decesso fu un infarto fulminante.
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