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Quando Altafini scatenò ‘l’insurrezione di Palermo’

Il derby delle Due Sicilie il 16 marzo 1969 contro il Napoli, finì tra le proteste dei tifosi che arrivarono anche alla invasione di campo

Una direzione di gara più che discutibile tra rigori netti non concessi ai padroni di casa, rigori dubbi assegnati agli avversari per una partita rimasta negli annali.

E’ Palermo-Napoli del 16 marzo 1969, quando le due formazioni si sfidarono in una gara incredibile e che finì con l’arbitro che fu costretto a lasciare lo stadio in elicottero, il presidente azzurro Corrado Ferlaino rifugiarsi prima nell’auto di Renzo Barbera e poi in quella dei carabinieri, e con decine di denunce in seguito all’invasione di campo.

Quella partita finì con il successo del Napoli per 3-2, poi convertito in 2-0 a tavolino. Il primo tempo si era chiuso 1-1 con il vantaggio napoletano di Barison ed il pari rosanero di Troja che, in apertura di ripresa, portò avanti il Palermo. Ma, nell’intervallo c’erano state le proteste di Ferlaino nei confronti dell’arbitro Sbardella il quale nella ripresa ebbe una direzione particolare, non assegnando rigori netti ai rosanero e concedendone altri ai napoletani molto dubbi. Finì con i gol di Altafini, con tanto di esultanza con il gesto dell’ombrello, e di Micelli, ma a fine partita arrivò l’invasione di campo, che portò alla squalifica del campo ed alle denunce nei confronti degli ‘invasori’. Con il direttore di gara costretto a fuggire in elicottero, mentre Ferlaino andò via dallo stadio in un’auto dei carabinieri.

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