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Baldini: “La svolta? L’amore per mia figlia Valentina”

Le parole del tecnico del Palermo

Silvio Baldini racconta la sua avventura a Palermo culminata con la conquista della Serie B. Queste le sue parole riportate da iltirreno.it:

“Valente e io con la Carrarese siamo arrivati a un passo dalla finale. Ai calci di rigore avremmo vinto noi, perché lo meritavamo. È stato un gol inspiegabile. Sia a lui che a Damiani ho detto: “Allora non eravamo pronti a questo regalo, ora godiamocelo. Abbiamo ripensato insieme a quel momento. A un certo punto mi ero molto arrabbiato perché avevamo fatto partite non belle, pareggiando contro Andria, Potenza e Paganese. Lì la squadra mi aveva deluso, perché avevo dato l’opportunità a chi giocava meno di avere più spazio, ma proprio questi giocatori non avevano colto il momento. Io non avevo chiesto rinforzi. Volevo andare avanti con quel gruppo, che fino a quel momento era considerato non all’altezza. Io avevo spiegato loro che li vedevo come mia figlia disabile. Io la guardo con gli occhi dell’amore e in lei vedo un angelo, un dono. Allo stesso modo io non volevo nessuno perché per me questi giocatori erano tutti come la mia Valentina. Pensando a lei ho trovato una forza indescrivibile. Questo angelo ha aiutato i miei calciatori a trovare la strada, per ricercare loro stessi sul campo. Alla fine mi sono ritrovato in un film, nel quale ero lo spettatore, non l’attore. Il futuro? Il calcio è veicolo di espressione e di vita. Quando alleno mi sento più vivo, anche quando le cose non vanno bene, però, se tutto quello che faccio, arriva solo a degli ipocriti, mi sta bene anche stare a casa e non allenare. L’importante è che non mi arrenderò mai nella mia battaglia. Il calcio non è solo tattica e moduli, ma è anche espressione di te stesso, come tanti altri mestieri. Quando esprimi te stesso, esprimi sempre un amore, qualcosa che gli altri devono rispettare. Il mio impegno sarà una goccia nell’oceano, ma posso aiutare le persona a migliorarsi. Il record di presenze del Barbera apparteneva a Palermo-Juventus ed è stato battuto da Palermo-Feralpisalò. Questo vuol dire che nella realtà c’è qualcosa che va oltre. Il messaggio che ho portato a quella città viene direttamente dal Monte Pellegrino, dalla loro patrona. Io ho portato il messaggio di Santa Rosalia. Ad aver portato tanti palermitani allo stadio era il loro cuore pieno d’amore per la loro patrona e io ero un veicolo”.

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