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Palermo, da Pigliacelli a Sorrentino passando per Tzorvas e Posavec, quando la papera costa cara

Nella storia dei portieri rosanero c’è una lunga sequenza di errori che sono impressi nella memoria dei tifosi. Proviamo a esorcizzare il tutto con una galleria degli orrori

Mirko Pigliacelli non è il primo e non sarà l’ultimo portiere beffato da una papera. E nella storia del Palermo c’è una sequenza di gallerie degli orrori che nessun tifoso rosanero può dimenticare. Il suo errore poteva essere evitato se avesse giocato il pallone all’apparenza semplice da gestire di prima intenzione, invece lui lo ha controllato perdendo un tempo di gioco finendo per rinviare addosso all’attaccante del Sudtirol Odogwu al quale è non è rimasto altro da fare che esultare.

Prima dell’errore di sabato nel nuovo Palermo una papera era già capitata ad Alberto Pelagotti che ad Avellino si fece fregare dal rimbalzo del pallone calciato via da centrocampo da Luigi Silvestri. E che dire di Stefano Sorrentino, protagonista di un liscio al “Barbera” contro il Bologna davanti a 26 mila spettatori che lo fa ancora soffrire quando ci pensa. “Dopo quella partita ero in aeroporto – ha raccontato Sorrentino in una vecchia intervista a Repubblica – e continuavano a chiamare il mio nome per il volo, ma ero come perso nel vuoto, passi ore a ripensare quello che hai fatto. Ti resta l’amarezza e un peso sullo stomaco enorme per un errore grossolano. Meglio un errore grosso che tanti piccoli. Per vincere la guerra devi passare da tante battaglie e alcune può capitare di perderle”.

Fra le papere più brutte c’è quella di Federico Agliardi che in casa davanti a oltre 34 mila spettatori in un derby del 2006 contro il Catania la combinò davvero grossa: su una palla buttata in avanti da Mascara, con il Palermo in vantaggio per 2-1, provò a inginocchiarsi per stoppare di petto, ma fu punito da un rimbalzo irregolare e goffamente, a quattro zampe, provò a rincorrere il pallone senza successo. Il capitano di quella squadra era Corini, l’attuale tecnico rosanero e dopo il gol subito il Palermo conquistò un calcio di rigore. Sul dischetto andò proprio Corini che dopo avere riportato in vantaggio i rosanero si fece una corsa a perdifiato verso Agliardi, tirandosi dietro tutta la squadra per andare ad abbracciare il portiere e dedicargli il gol del 3-2 in una partita che poi finì 5-3 per i rosanero.

Più recente un altro episodio doloroso che, però, non ha avuto il lieto fine come nel derby di quindici anni fa. Era il 2017 e il Palermo giocava contro il Napoli al San Paolo: la squadra di Sarri, a caccia del secondo posto, era super favorita contro i rosanero allenati in quel momento da Diego Lopez e che poi sarebbero retrocessi in B. Ma clamorosamente il Palermo passò in vantaggio con Nestorovski in avvio di partita. Il Napoli per un tempo e mezzo finì per sbattere contro la difesa del Palermo senza trovare spazio, ma poi su un tiro debole da fuori area di Mertens Josip Posavec si inginocchiò per raccogliere la palla fra le braccia e portarla al petto, dimenticandosi però di afferrare il pallone che sfilò prima fra le sue braccia, poi fra le sue gambe fino a terminare la corsa in rete per l’1-1 definitivo.

Andando indietro con i ricordi di papere se ne trovano ancora. C’è quella di Samir Ujkani sul campo dell’Udinese: dopo un tiro respinto stava per buttarsi sul pallone ma andò a sbattere contro il suo compagno di squadra Munoz lasciando la palla sui piedi di Di Natale che fece gol. Lo stesso Di Natale deve ringraziare Alexandros Tzorvas che a Udine si fece passare fra le mani un suo tiro non proprio irresistibile regalando la vittoria ai friulani. E c’è anche Francesco Benussi che in un Parma-Palermo sul risultato di 1-1 regalò il gol dell’ex ad Amauri provando a bloccare a terra una palla centrale che invece gli è sfuggita rotolando al di là della linea nonostante il suo inseguimento a quattro zampe.

 

 

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