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Palermo, Mirri a Forbes: “Non ci saranno voli senza paracadute. Prima la A, poi vedremo”

L’intervista al presidente è uscita sul numero di ottobre della versione italiana della rivista. Fra i temi progettualità, appartenenza e centro sportivo: “Un investimento da 6 milioni di euro”

“Sicuramente la promozione in Serie B, perché è stata il coronamento sportivo del triennio. Mi preme però sottolineare che sono molto fiero di avere ridato dignità al club, di avere creato una società trasparente, con i conti in ordine, con un’eccezionale reputazione e con una partecipazione sempre garantita dei tifosi”. Inizia così l’intervista al presidente del Palermo Dario Mirri realizzata da Massimiliano Carrà per il numero di ottobre della versione italiana della rivista Forbes. Mirri ha parlato di appartenenza, progettualità, stadio, centro sportivo e della differenza fra calcio italiano e inglese, raccontando il legame fra rosanero e City Football Group.

“In Italia il rapporto tra i tifosi e le società è molto conflittuale – ha proseguito Mirri – Ed è un problema culturale su cui dobbiamo lavorare. Basterebbe prendere esempio dall’Inghilterra, dove la società condivide tutto con i tifosi e loro rimangono al fianco della squadra a prescindere dai risultati. Perché il club non è del presidente, è dei tifosi. Loro devono sentire questa appartenenza, viverla sempre e comunque. E non è un caso se in Italia fa notizia vedere il tutto esaurito allo stadio e si fa fatica a contrastare la vendita di prodotti non ufficiali”.

A proposito del City Football Group, Mirri ha detto che sin dal primo incontro ha capito che l’accordo sarebbe arrivato. “Vedevamo entrambi il Palermo come un sogno da costruire nel tempo – ha detto a proposito del suo rapporto con Ferran Soriano – con la possibilità di trasformarlo in uno dei club di maggiore valore al mondo. Devo essere sincero: oltre alla loro grande passione, mi ha sorpreso il fatto che in City Football Group non avessero fretta. Per loro è importante che il risultato sia perfetto. E anche se in Italia siamo abituati a dover fare tutto e subito, con loro si sta costruendo qualcosa che nel tempo acquisterà valore. Il Palermo ha una certezza: il futuro. Stiamo lavorando al centro sportivo, un investimento di circa sei milioni di euro. È un passo fondamentale per la squadra e per la città, perché ci permetterà di dar vita a un’accademia di talenti, che scoverà e valorizzerà tutti i giovani promettenti della Sicilia. Ragazzi che, a causa di una carenza di infrastrutture, non riescono a emergere”.

A chi gli ha chiesto se il Palermo potrà ambire allo scudetto prima o poi, Mirri ha risposto che “Prima di tutto dobbiamo andare in Serie A e ci vorrà del tempo – ha detto – È un sogno. Sarà difficile, ma, nel tempo, possibile. Se poi dovessimo avere numeri economici all’altezza degli altri club italiani di vertice, ci consolideremo. Prima di quel momento non avrà senso parlarne. Non ci saranno voli senza paracadute. E forse è questo che ha portato il Palermo di Zamparini al fallimento: il pensiero di poter vincere lo scudetto anche senza avere un bilancio da grande squadra. Quindi prima la Serie A, poi vedremo”.

LEGGI QUI L’INTERVISTA COMPLETA

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