Brutto metterla in questi termini, dopo appena un paio di settimane di campionato. Ma date le premesse, quello zero in classifica e alla voce gol fatti, fa davvero male. A Cremona, dunque, il Palermo di Dionisi si ritrova già con l’acqua alla gol: vietato sbagliare, anche per non ritrovarsi ad affrontare la prima in casa al Barbera (domenica primo settembre contro il Cosenza) con zero punti e in ultima posizione.
Brutto dirlo, ma la pressione è già alta. “Passione, non pressione” diceva Dionisi in sede di presentazione. Buono lo slogan, ma poi i fatti sono tutt’altra cosa. Qualche attenuante c’è: gli infortuni per esempio. Perdere Lucioni è stato un colpo duro: Nedelcearu non è la stessa cosa e Nikolaou non si è ancora preso la difesa sulle spalle. Perdere Gomis è stato un altro colpo durissimo, perché Desplanches – checché se ne dica – non sembra avere l’esperienza e la personalità necessaria (al momento) per difendere la porta di una squadra attesa al varco da tutti. Pure l’infortunio di Nedelcearu rischia di pesare non poco, in attesa di vedere all’opera Baniya.
Brutto doverlo ammettere, ma i problemi del Palermo edizione 2024/25, sembrano analoghi a quelli del Palermo edizione 2023/24, nonostante le tante novità in organico. La passata stagione, proprio a Cremona, i rosanero si squagliarono, buttando alle ortiche una rimonta in classifica che aveva fatto sognare tutti. Di nuovo Cremona, crocevia. Non della stagione, è ancora troppo presto, ma lo snodo è certamente importante, anche troppo rispetto al fatto che siamo soltanto alla terza giornata.
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