Il Palermo è una squadra costruita per restare in alto. L’ha dimostrato con i numeri, con le prestazioni e con una solidità che non si compra, si costruisce. Ma anche le squadre più forti hanno un margine di miglioramento, e quello dei rosanero si trova dove spesso si decide tutto: dentro l’area di rigore.
Nove reti in sette partite sono un bottino discreto, ma non ancora da vertice. In termini di gol fatti, il Palermo è all’undicesimo posto della Serie B. È una statistica che non preoccupa, ma che racconta un piccolo paradosso: una squadra che crea tanto, ma che deve imparare a essere più spietata. Non è un problema di gioco, bensì di finalizzazione. Le occasioni arrivano, le trame sono fluide, ma serve più precisione, più fame, più istinto nel colpire.
La qualità non manca, anzi. Con Brunori, Pohjanpalo, Gyasi e gli inserimenti dei centrocampisti, il potenziale offensivo è di primissimo livello. E forse è proprio qui che si nasconde il segreto per diventare una squadra davvero dominante: trasformare la bellezza del gioco in cinismo, la costruzione in concretezza. Quando il Palermo troverà anche questa chiave, per gli avversari sarà davvero dura.
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