Il Palermo di Inzag hi ha conosciuto un brusco rallentamento nel proprio percorso in campionato, passando da prestazioni esaltanti a una preoccupante sterilità offensiva. In appena dieci giornate, i rosanero sono scivolati al quarto posto tra i peggiori attacchi della Serie B, con solo 10 gol all’attivo. Un dato che sorprende, soprattutto considerando la qualità ed esperienza dei giocatori offensivi in rosa.
La parabola discendente si riflette nei numeri: dai 25 tiri effettuati contro la Reggiana si è passati ai soli 6 nel confronto con il Monza, con partite come quella contro il Venezia chiusa con appena 3 conclusioni. Un’involuzione che preoccupa, anche alla luce delle difficoltà emerse nel gioco: la squadra fatica a costruire azioni pericolose, perde lucidità nell’ultimo passaggio e spesso ripiega su retropassaggi improduttivi, come evidenziato dallo stesso Inzaghi a bordo campo.
A rendere il quadro ancora più paradossale è la composizione dell’attacco: Pohjanpalo, Le Douaron, Brunori e Corona vantano insieme oltre 350 reti in carriera, ma solo i primi due sono riusciti a segnare in questa stagione. Brunori, simbolo di questa fase complicata, ha esitato al momento del tiro contro il Monza, segnalando una crisi non solo tecnica, ma anche mentale.
Anche i dati avanzati confermano il momento negativo: con un expected goals di 11,3, il Palermo si colloca all’undicesimo posto della Serie B, ben lontano dai valori registrati da squadre di vertice come Cesena, Modena e Monza.
Attualmente sesti in classifica, i rosanero ora devono avere una una reazione immediata per non compromettere le ambizioni stagionali. “Serve restare uniti e disciplinati“, ha ammonito Joronen dopo l’ultima gara. E quale occasione migliore per rialzarsi se non sabato sera, quando al Barbera si celebreranno i 125 anni di storia del club? Una serata che potrebbe trasformarsi in un nuovo inizio, a patto che il Palermo ritrovi cattiveria sotto porta e chiarezza nelle idee.
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