Nuovi modulo e tensione agonistica per tutta la partita. La gara di Catania potrebbe segnare la svolta in campionato, ma attenzione ai precedenti…
Un buon Palermo, forse anche il migliore di quest’anno, capace di stare concentrato per tutti i 90 minuti. La prima di Giacomo Filippi da allenatore del Palermo non poteva essere migliore, con la squadra che ĆØ parsa rigenerata, sotto tanti punti di vista.
Il cambio di modulo sicuramente ha colto di sorpresa l’allenatore del Catania, ma dopo il fischio d’inizio gli etnei non sono riusciti a trovare le giuste contromisure. Di contro, invece, il Palermo ha mostrato capacitĆ di adattamento e, soprattutto, concentrazione. Per tutto l’arco dell’incontro, anche se un paio di passaggi a vuoto ci sono stati, come il rosso di Marconi o Palazzi che si ĆØ fatto bruciare da Russotto ad inizio ripresa.
La strada, quindi, ĆØ quella giusta. Ma quest’anno più volte i rosanero hanno dato l’impressione di aver compreso come dover scendere in campo. Salvo, poi, fermarsi all’improvviso e depauperare quanto di buono fatto in passato. Per questo motivo la vittoria di Catania ĆØ fondamentale, soprattutto dal punto di vista dell’autostima, ma adesso i rosanero sono chiamati a proseguire. Quindi, guai ad esaltarsi ed a guardare subito i piani alti della classifica, anche se quelli altissimi al momento appaiono irraggiungibili. Questo Palermo, per uscire dal tunnel nel quale si ĆØ ritrovato, deve praticare la teoria dei “piccoli passi”.
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