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Di chi è il Palermo? Dopo la Global Futeres Sports, ecco la Sport Capital Group Investment

E spunta pure la Eight Capital Partners Plc, società veicolo che fa capo a John Michael Treacy. Una marea di “scatole finanziarie” attraverso le quali orientarsi è sempre più complicato.

Si fa ogni giorno più fitto l’intreccio sull’operazione di acquisizione del Palermo calcio da parte di un fondo inglese. Comunicato ufficiale alla mano, il passaggio di proprietà è stato sottoscritto davanti al notaio nella serata di venerdì 30 novembre. Con l’annuncio di lunedì 3 dicembre su PopEconomyTv, abbiamo avuto notizia che a rilevare il club rosanero sarebbe stata la Global Futures Sports&Entertainment Limited, società veicolo con sede a Londra, di proprietà di Clive Richardson e James Sheehan, che abbiamo conosciuto in occasione della conferenza stampa di presentazione di martedì al “Renzo Barbera”.

Non sarebbe la Global Futures, però, la società che immetterà capitali nel Palermo. Sull’edizione odierna del Giornale di Sicilia si legge che “la firma sull’atto notarile sarebbe infatti di Sport Capital Group Investment e i primi soldi dovrebbero arrivare dal fondo Eight Capital Partners Plc”. Della Sport Capital vi abbiamo già parlato: sono soci Clive Richardson, Emanuele Facile (socio di Maurizio Belli in Financial Innovations) e John Michael Treacy, “alla faccia della società di consulenza non necessariamente coinvolta nell’operazione” – scrive Benedetto Giardina sul GdS – facendo riferimento alla risposta di Belli, interrogato sul ruolo della Sport Capital in conferenza stampa. Emanuele Facile, comunque, non prenderà parte al finanziamento per l’aumento di capitale nel Palermo, a differenza di Richardson e Treacy, l’unico dei soggetti fin qui noti che abbia impegni in Borsa.

John Michael Treacy verserà la propria quota utilizzando un’altra società veicolo, la Eight Capital Partners Plc, “inserita non nel listino principale di London Stock Exchange, bensì sul sistema NEX Exchange Growth Market”, che è un mercato secondario ed indipendente, dedicato “alle piccole compagnie nate da poco”. “Lo scorso 5 febbraio” – si legge sul Giornale di Sicilia – “ha depositato una notifica di ‘completamento del concordato preventivo’ per debiti pari a circa 1,5 milioni di sterline. Ad agosto ha cambiato nome ed indirizzo, ripartendo da un capitale così diviso: 540.166.760 azioni ordinarie del valore di 0,01 pence ciascuna e pari numero di azioni differite dal valore di 0,24 pence l’una. Valore nominale aggregato di poco superiore alle 135 mila sterline, stando al documento depositato lo scorso 9 agosto presso la Companies House britannica”.

Ad oggi, però, nessun movimento di denaro. Entro il 16 dicembre qualcosa dovrà muoversi: la prossima settimana dovrebbe riunirsi l’assemblea dei soci del Palermo per deliberare l’iniezione di nuovi capitali per almeno 15 milioni. “Nell’occasione” – conclude Giardina – “dovrà anche costituirsi il nuovo Cda, un mix di inglesi e italiani che formerà il nuovo organigramma societario”.

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