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Palermo, Foschi: “Licenziato perchè cercavo solidità altrove”

L’ex presidente e direttore sportivo della società di viale del Fante risponde alle parole di Zamparini e punta il dito contro l’ex proprietaria Daniela De Angeli. Praticamente è un tutti contro tutti

Rino Foschi non ci sta e dice di volere rivelare tutta la verità. Anche se come tutti sanno nel mondo del calcio ci sono cose che non si sapranno mai, a proposito del suo licenziamento l’ex presidente e direttore sportivo rosanero si toglie più di un sassolino dalla scarpa. “Sono stato licenziato – racconta Foschi a TifosiPalermo.it – perché non sono mai stato d’accordo con questa cessione (ad Arkus Network, ndr) volevo vedere i documenti del contratto, ma né la signora De Angeli, né l’avvocato Pantaleone mi hanno fatto vedere la documentazione che chiedevo di visionare. Appare dunque molto strano quanto affermato anche da Daniela De Angeli circa una mia partecipazione alla trattativa. Tutti sanno che io stavo trattando con York Capital. Zamparini ha affermato di chiedere a noi, perché lui era all’oscuro di quanto stava accadendo e non c’entrava più nulla con il Palermo. Sono stato sempre dubbioso su Arkus, ma per il bene del Palermo sono stato sempre zitto. Dopo dieci giorni che non pagavano, ho chiesto alla De Angeli, agli avvocati Gattuso e Pantaleone ed al presidente Albanese di poter vedere il contratto. Mi rispondevano di non preoccuparmi e che ci avrebbero pensato loro. Tutti i giorni mi incavolavo, fino a quando mi hanno licenziato, perché avevano saputo che io non li volevo e stavo cercando un altro gruppo”.

Foschi era stato descritto come uno che non voleva farsi da parte dal direttore generale Fabrizio Lucchesi. “Diceva che mi muovevo come un elefante sui cristalli – dice Foschi – invece ero inquieto perché non  mi facevano vedere nulla ed ero in urto con la De Angeli. Sono stato presente solo alla prima presentazione, ma già nella seconda non c’ero, stavo in campo con l’allenatore. Un giorno mi ha chiamato Roberto Bergamo (ex amministratore delegato e oggi formalmente presidente del Palermo, ndr) e mi ha chiesto di rimanere in albergo, io invece sono andato ugualmente in ufficio e lui mi ha chiesto di dimettermi. Al mio rifiuto hanno mandato una lettera al mio avvocato, spiegando il motivo del mio licenziamento”.

Gli unici soldi che sono transitati dai conti correnti del Palermo sono quelli portati dalle operazioni di mercato di Foschi prima che esplodesse il caso che determinerà la cancellazione della società di viale del Fante. TifosiPalermo.it li elenca così: 2,5 milioni di euro del riscatto di Gnahorè da parte dell’Amiens, 200 mila euro per la cessione di Posavec all’Hajduk Spalato e 600 mila euro per la cessione del Primavera Da Graca alla Juventus.Arrivavano solo i soldi del mercato – dice Foschi – . Io non sono mai stato d’accordo con le loro strategie.  Stavo trattando con gli americani che non volevano accettare la faccenda di Alyssa, ma la signora De Angeli ha trovato l’accordo con Lucchesi e con Arkus. Mi hanno invitato ad andare a cena con loro e non sono andato, sono stato sempre diffidente. Per il quieto vivere ho accettato di presenziare la prima uscita ufficiale, ma dopo sono stato isolato, mi lamentavo della situazione che si era creata, fino ad essere licenziato perché non li volevo. Sto soffrendo moltissimo, ma è venuto il momento di dire tutta la verità”.

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