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Amarcord

Messina-Palermo, quanti episodi. Quella volta che Parisi e Corini…

Domenica si gioca il derby e sono tanti gli episodi che tornano in mente a proposito della partita fra giallorossi e rosanero. Eccone alcuni. E voi? Raccontateci i vostri ricordi fra i commenti

È cambiato il mondo dall’ultima volta che Messina e Palermo si sono affrontate. La categoria, Serie A, era diversa ed era l’anno della vittoria rosanero a Londra contro il West Ham in Coppa Uefa (che si chiamava ancora così e non Europa League). C’è solo un elemento di contatto fra quel Palermo del 2007 e quello di oggi e curiosamente è l’allenatore rosanero Rosario Pergolizzi che in quella stagione guidò la prima squadra del Palermo per tre giornate senza però affrontare i giallorossi, vittima di uno dei tanti avvicendamenti dell’ex patron Zamparini. A proposito, anche le proprietà delle due squadre sono diverse, i rosanero oggi sono di Dario Mirri e i giallorossi di Rocco Arena.

E poco importa che il palcoscenico sarà quello della D, che registrerà il debutto assoluto per la sfida fra le due formazioni, dietro la partita del San Filippo ci sono tante storie che restano impresse nella mente dei tifosi. A cominciare proprio dallo stadio. L’effetto amarcord sarebbe stato più completo se il vecchio “Celeste” avesse l’agibilità e l’Fc Messina avesse già ripreso a giocarci come vorrebbe fare. Già perché a Messina di squadre di calcio con lo stesso nome ce ne sono due: l’Fc e l’Acr. Dopo cancellazioni, retrocessioni d’ufficio e ripartenze dalle categorie più basse che negli ultimi anni hanno riguardato praticamente tutte le squadre siciliane, l’Acr può essere identificato come la discendente della vecchia squadra messinese che è stata in A con i rosanero e gioca al San Filippo, mentre l’Fc è quella più ambiziosa che come il Palermo ha fatto un progetto tutto nuovo e che punta sulle sue radici, per questo vuole giocare al Celeste, per costruire legami di appartenenza con la città. Anche se i tifosi del Messina al momento si riconoscono più nell’Acr che nell’Fc.

Saranno due ambiziose nobili decadute le squadre che si affronteranno domenica. Sono lontani i tempi in cui il Messina che aveva in squadra Vincent Candela e Cristian Riganò, guidato da capitan Alessandro Parisi, palermitano come i due Totò Aronica e Schillaci che hanno vestito il giallorosso, vinceva 2-0 sul Palermo di Mark Bresciano e Fabio Simplicio. Quella fu l’ultima volta che le due squadre si affrontarono e sono ancora più lontani quelli in cui con un pareggio che fece comodo a entrambe festeggiarono la promozione in serie A nel 2003/2004. Quell’1-1 frutto di un gol di Beppe Biava e del successivo pareggio di Sosa, per tutti El Pampa, permise al Palermo di festeggiare in casa la promozione in A la settimana successiva e al Messina di mantenere invariate le distanze che avrebbero permesso poi ai giallorossi di raggiungere in A i rosanero.

Per trovare una vittoria del Palermo sul campo del Messina bisogna togliere parecchia polvere dagli annali e però si fanno contenti gli amanti della cabala che possono trovare nel 3-1 dei rosanero, firmato dalla doppietta di Buoncammino e dal gol di Cecconi, un buon segno visto che quella stagione di serie C si concluse con la vittoria del campionato del Palermo. Cecconi a Messina ha legato il suo nome anche a un altro episodio, era il 1991 e il campionato era quello un po’ più nobile della serie B: al “Celeste” il bomber partì in fuga sulla fascia destra e Gabrieli provò a fermarlo in tutti i modi aggrappandosi ai pantaloncini che si strapparono, Cecconi proseguì l’azione praticamente in mutande arrivando fino al cross. E il suo striptease fu visto in tutta Italia grazie a “Mai dire gol”.

Palermo e Messina furono anche protagoniste di uno spot per l’inaugurazione dell’autostrada A20, con i lavori iniziati nel 1969 e finiti nel 2005, che vide protagonisti Eugenio Corini e Alessandro Parisi. Un pallone faceva la spola fra le due città fino a quando un arbitro in piena corsia autostradale fischiava la fine con la conseguente stretta di mano fra i due giocatori. Inutile sottolineare che i tifosi si augurano tempi più brevi per il ritorno nel calcio professionistico delle rispettive squadre.

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