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Verso Palermo-Parma: Vazquez, il ritorno dell’ex. Dall’esclusione al gol promozione in A. E il ds di allora: “V’ho portato er nuovo Kakà”

Sabato al Barbera per la prima volta da avversario nel suo vecchio stadio l’italo argentino guiderà l’attacco dei gialloblu contro i rosanero. Aneddoti, storie e curiosità sul trequartista

Franco Vazquez, per tutti il Mudo. Sabato chissà quali emozioni attraverseranno la mente del giocatore argentino, che a Palermo ha conquistato la maglia della nazionale italiana salvo poi scegliere quella argentina, quando arriverà nell’area pullman del Barbera con i suoi compagni di squadra del Parma. Quello stesso stadio che lo ha visto protagonista con la maglia rosanero, una casacca indossata 109 volte e con la quale ha segnato 22 gol firmado 21 assist.

L’annuncio del suo ingaggio lo diede a dicembre del 2011 Luca Cattani, giornalista diventato col tempo direttore sportivo. Chiacchierando con i cronisti nel centro sportivo del Palermo a Boccadifalco, spiegando le caratteristiche tecniche di Franco Vazquez, si lasciò scappare un commento che da quel momento in poi lo avrebbe segnato: “Ahò – disse con forte accento romanesco – v’ho portato er nuovo Kakà”.

Esagerò e non poco quel giorno Cattani, soprattutto per quello che è stato il rendimento del giocatore nelle sue prime uscite a Palermo. Il club rosanero lo ha ingaggiato dal Belgrano pagandolo 4,53 milioni di euro. Il suo arrivo in rosanero coincise con un braccio di ferro fra il club argentino e Cattani. Il Palermo avrebbe voluto che il giocatore fosse disponibile ad inizio stagione, ma in Sicilia arrivò solamente durante la sessione invernale di mercato, il 3 gennaio del 2012.

Per esordire con la sua nuova maglia nel massimo campionato impiega solo cinque giorni: l’allenatore Mutti lo manda in campo contro il Napoli al “Barbera” dal primo minuto (1-3 il finale). Gioca solo il primo tempo e viene sostituito ad inizio ripresa da Edgar Alvarez, una delle tante meteore rosanero.

La sua prima esperienza a Palermo si conclude con 14 presenze, quasi tutte partendo dalla panchina. I rosanero si salvano a fatica e Vazquez viene spedito a fare esperienza in Spagna al Rayo Vallecano: il suo esordio, conciso con una sconfitta anche in questo caso, arriva nel 5-0 subito dal Barcellona. Nemmeno in Spagna, però, le cose vanno al meglio e rimane spesso in panchina. L’anno successivo, stagione 2013/2014 il Palermo decide di tenerlo. Nonostante alcuni club interessati a scommettere sul suo cartellino, la società rosanero punta su di lui: c’è da vincere un campionato di B e potrebbe essere importante. A due giorni dalla fine del mercato, però, il pasticcio: il Palermo ingaggia Verre in prestito e per le regole della Lega di B deve uscire dalle liste ufficiali un giocatore over 23. Il nome sul quale punta il dito Rino Gattuso è proprio quello di Vazquez.

Per metà campionato resta fuori rosa, poi quando sulla panchina del Palermo si siede Beppe Iachini le cose cominciano a cambiare. Maurizio Zamparini, che aveva già pronte le carte per la rescissione del contratto, chiede al suo allenatore il via libera per la partenza del trequartista, ma Iachini stupisce tutti chiedendo di potere provare ad allenare il giocatore. Il resto è storia con Vazquez che entra in campo nel girone di ritorno e non esce più. Da uomo in più, messo fuori rosa per tutto il girone d’andata, a giocatore decisivo autore del gol che ha riportato il Palermo in serie A.

“Per me è stato molto importante segnare il gol vittoria a Novara – disse Vazquez allora in una vecchia intervista a Repubblica – Questa promozione rappresenta un premio per il bruttissimo periodo che ho passato all’inizio della stagione. Per me è stata importantissima la fiducia di Iachini. Mi ha detto le parole giuste facendomi sentire parte importante del gruppo pur sapendo che non sarei andato in campo almeno fino a gennaio. Gattuso? Non gli voglio mandare alcun messaggio. Non mi piace mandare a dire le cose. Semmai bisognerebbe chiedere a lui cosa ne pensa del fatto che adesso gioco”.

 

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